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tra quelli presenti sulla pianta.
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Il
ciclo di affreschi conservato al piano nobile del palazzo fu eseguito
tra il 1657 ed il 1661 e costituisce uno degli esempi più significativi
della pittura romana della metà del Seicento. Nonostante lo stato di
conservazione risulti notevolmente compromesso, gran parte della
decorazione è stata restituita ad una buona leggibilità. |
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Dopo
un'incresciosa lite intercorsa con il Principe, che sfociò in un lungo
processo per l'avvenuta distruzione della volta dell'Aria
originariamente eseguita dal Mola, le uniche opere superstiti che
testimoniano il soggiorno dell'artista a Valmontone sono le volte dei
camerini dell'America e dell'Africa. L'ultimo
dei pittori ad eseguire le volte degli Elementi, se si esclude il
successivo e tempestivo intervento di Preti, è Francesco Cozza. I suoi
pagamenti vanno dal 22 luglio 1658 al 14 marzo 1659, con ritocchi
registrati il 20 maggio 1661. In quegli stessi anni sembra che abbia
atteso anche alla decorazione dell’Asia. Particolarmente
controversa è l'attribuzione della Sala del Principe. Originariamente
riferita al Mola tanto per il paesaggio quanto per le figure, dopo la
pubblicazione dei pagamenti che ne documentavano la presenza a
Valmontone, il trompe l’oeil è stato ricondotto a Gaspard Dughet,
mentre i personaggi che si affacciano dalla balaustra alla mano del
Borgognone. |
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